I partiti dell’ “unità nazionale” nel caos totale, quelli della sinistra pure!

Di FB e RdB

Alla fine è venuto giù tutto! L’instabilità politica, specchio e conseguenza della fragilità economica, e della crisi del regime borghese è andata oltre qualsiasi istinto di autoconservazione dei politicanti rendendo impossibile qualsiasi intesa tra quest’ultimi: “Il governo di unità nazionale del super-banchiere, indipendentemente da quali saranno eventuali nuovi accordicchi di palazzo (anche in favore dello stesso Draghi), non ha potuto far fronte al momento di caduta libera di quegli stessi partiti che gli hanno dato vita” scrivevamo nel nostro ultimo articolo, alla vigilia del nuovo, ed ultimo, voto di fiducia al governo di unità nazionale (https://prospettivaoperaia.org/2022/07/19/i-governi-della-borghesia-crollano-sotto-i-colpi-della-crisi-del-capitale/).

E così sono iniziate le manovre dei partiti, “grandi manovre” agli occhi del decadente personale politico della borghesia e dei media di regime, “piccole manovre” agli occhi delle masse di un paese in crisi totale, le cui caratteristiche abbiamo denunciato nel già citato nostro precedente articolo. L’astensione dalle urne non scomparirà come fattore rilevante anche di questa tornata elettorale. Anzi, le operazioni di riciclaggio politico di personaggi in cerca d’autore che passano da progetti falliti a listoni pigliatutto, operazioni di riciclaggio probabilmente numerose come mai prima, in corso freneticamente prima della presentazione delle liste elettorali, già disgustano i ceti popolari impoveriti da anni di crisi economica, ambientale, sanitaria e bellica. Né la destra reazionaria di Giorgia Meloni, né quella da salotto di Berlusconi e Salvini, né il fan club del banchiere Draghi, né quello di un nuovo centrosinistra a guida PD, riusciranno a creare governi forti e saldi al timone di comando di una nave alla deriva.

Poi c’è il tragicomico capitolo della sinistra “di opposizione”. Già da diverse settimane l’ex-sindaco di Napoli De Magistris, dopo aver fallito le elezioni regionali in Calabria, preparava la sua discesa in campo a livello nazionale, ponendosi come il difensore della pace (sfruttando i riflettori puntati sull’Ucraina) e della Costituzione italiana (in questo caso un evergreen). A fargli da codazzo, il cadavere di Rifondazione Comunista e i giovanotti di belle speranze di Potere al Popolo, che rendendosi conto di non contare nulla tra i lavoratori e le masse sfruttate, si aggrappano al totem di un personaggio capace di parlare di rivoluzione civile e pacifica, unione rivoluzionaria del diritto, “antagonismo” delle istituzioni e via discorrendo (https://prospettivaoperaia.org/2018/12/17/dopo-potere-al-popolo-luigi-de-magistris-per-ennesima-illusione-della-sinistra-riformista-populista-italiana/).

Elezioni politiche 2022, de Magistris in campo: "Unirò sinistra e 5S" -  Adnkronos.com

Siamo proprio curiosi di leggere nei dettagli il fritto misto dei programmi elettorali confusi, contraddittori e senza alcun senso politico di questa “sinistra radicale”. E siamo altrettanto ansiosi di scoprire l’unione di tre debolezze, DeMa, PRC e PaP, che forza produrrà. Affascinati dalle esperienze prima greca (Syriza) e spagnola (Podemos) e ora francese (NUPES), le quali rappresentano rispettivamente il massacro sociale del popolo greco venduto alla troika, il tradimento del gigantesco movimento di protesta spagnolo degli Indignados (in quelle piazze anche Podemos urlava “PP, PSOE stessa merda è” e adesso con quella merda ci governano), e la variante europea del nazionalismo di sinistra e del rassemblement riformista (verdi, socialisti, sinistra di movimento, nuova sinistra socialdemocratica, comunisti stalinisti e una parte per fortuna minoritaria di sedicenti trotskisti) avente come unico collante politico-programmatico i seggi nel parlamento borghese (dove infatti le varie componenti di NUPES già si dividevano la settimana dopo le elezioni), ne tentano una imitazione in piccolo. Una sinistra riformista che ad oggi ha avuto come prima brillante idea quella di appellarsi, per costruire una coalizione insieme, al Movimento 5 Stelle, quello che ha governato con tutti i partiti in parlamento, quelli di centrosinistra, di centro, di centrodestra e di destradestra, quello che nei fatti (non nella propaganda) ha votato tutti, ribadiamo TUTTI, i provvedimenti di macelleria sociale del super banchiere ex-premier. Una sinistra riformista che non ha alcuno spazio in parlamento perché non ha alcuno spazio nella società, la società di un capitalismo decadente che conduce sempre più al bivio SOCIALISMO O BARBARIE!

La classe lavoratrice non può e non deve aspettarsi nulla da questi fantocci della sinistra parlamentare né dallo stesso parlamento e da questo teatrino elettorale. La sua risposta sarà nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, nelle piazze!

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