L’ultimo conto di Piñera

La gestione capitalista della pandemia colpisce con una media di 8.500 contagi e un centinaio di morti al giorno. Ad oggi sono stati quasi 1.400.000 i contagiati dal coronavirus e i decessi a causa del virus ammontano a quasi 30.000, anche se, sono più di 10 milioni le persone che hanno ricevuto la seconda dose del vaccino. Nel Paese sono disponibili al momento solo 178 posti letto in terapia intensiva e il tasso di positività del virus raggiunge il 9%.

Secondo dati ufficiali che meglio rappresentano la realtà capitalista, la disoccupazione ha raggiunto un tasso del 10% nel Paese. Tuttavia, ci sono meno di 3 milioni di persone con un lavoro “regolare” e pertanto il tasso di disoccupazione potenziale sale al 20%. Come elemento di confronto, durante la crisi del 1983 la disoccupazione raggiunse un tasso del 15%. In questo contesto, l’ultimo resoconto pubblico annuale di Piñera, riporta un governo che, immerso nella più grande crisi che il Paese abbia mai conosciuto, ha il coraggio di elogiare se stesso. I fatti ci raccontano di un governo che è sostenuto da altre forze politiche, e che non ha modo di garantire nemmeno i più elementari bisogni per la sopravvivenza della classe operaia. Solo austerità e repressione emergono dallo sfondo del suo discorso demagogico. Per rendere omaggio alla democrazia -in un quadro di riforma costituzionale-, Piñera, negando l’esistenza di prigionieri politici, propone di tutelare i diritti umani creando nuove istituzioni solo per giustificare un budget maggiore per la repressione dei giovani e del popolo mapuche nel perseguimento dell’ordine pubblico. Sostiene la “difesa dei bambini e dei giovani”, semplicemente cambiando il nome del SENAME (2) e mantenendo impuniti i violatori dei diritti umani. Difende il matrimonio omosessuale per sostenere la concezione borghese della famiglia, ecc., tutte misure che a malapena affrontano alcune delle questioni sollevate dalla ribellione popolare, per lasciare tutto uguale. In ogni caso, il vero conto lo hanno portato la militanza e l’attivismo scoppiati oggi in varie parti del Paese per chiedere la libertà dei prigionieri politici, il processo e la punizione dei responsabili di crimini contro l’umanità e contro l’impunità.

La scorsa settimana, in un’intervista al quotidiano El mercurio, il ministro dell’Economia Lucas Palacios ha affermato che il processo di vaccinazione rapido e il pass per la mobilità (carta verde) sono misure importanti perché mirano a cancellare le restrizioni dopo due settimane dalla seconda dose di vaccino e consentono il ritorno alla “ normalità”. La proposta ha lo scopo di proteggere il ministro della salute Enrique Paris dalla grande responsabilità politica nell’attuale crisi sanitaria e rimuovere la responsabilità dallo Stato, trasferendola a ciascuna persona sotto il mantra che “la salute è nelle mani di tutti”. In definitiva, cerca di aumentare il commercio a spese dei lavoratori che vivono con il virus.

In questo quadro, la Colmed (1) si è ritirata dal tavolo sociale COVID – costituito nel marzo 2020 – e ha criticato la gestione della pandemia da parte del governo, mettendo in discussione misure, come il pass mobilità, in un quadro di alti dati di contagio e forte pressione sulla rete sanitaria. Ha ricordato che il governo attua le decisioni senza consultarlo, come è successo con il permesso di gestire le vacanze, l’apertura delle frontiere e il recente permesso di mobilità – che lo ha classificato come avventato in assenza di una consultazione con gli esperti. 

Sebbene nelle prossime settimane si prevederebbero 10mila casi e 150 decessi giornalieri, il Ministero dell’Educazione, attraverso il ministro Raúl Figueroa, ha affermato che “ora che si sono svolte le elezioni, non ci sono scuse per le scuole per rimanere chiuse se non ci sono quarantene”. Tutto ciò, dopo aver pubblicato il risultato della Diagnosi Integrale dell’Apprendimento ad opera dell’Agenzia per la Qualità dell’Istruzione, che ha mostrato che gli studenti dal 6° al 3° grado non hanno raggiunto il 60% dell’apprendimento in Lingua e Matematica. Con questi argomenti Figueroa ha messo in guardia sulla possibile sospensione dei sussidi scolastici per forzare l’ingresso alle classi in presenza nei comuni dopo le vacanze invernali. Come risposta, un gruppo di 18 sindaci dell’opposizione ha emesso una lettera in cui respingeva le pressioni economiche del governo. Giada, Sharp e altri sindaci eletti sostengono che, visto il crollo dei posti letto in terapia intensiva e gli alti numeri di positività e contagio nel Paese, è impossibile prevedere quale sarà la situazione sanitaria nei mesi più freddi dell’anno – che, come è noto, senza coronavirus, era già critico. Per questo propone di riproporre il protocollo di rientro graduale che già fallì nella sua prima attuazione proprio perché innescato il contagio, sotto la formula di valutare con la comunità educativa le opportunità di rientro, se ne ricorrono i presupposti (sic).

La borghesia cerca disperatamente di riprendere l’attività economica capitalista. Il carburante ha registrato la sua ventiseiesima settimana consecutiva in aumento (13% nell’anno). Il prezzo internazionale del petrolio incide molto sull’economia cilena, considerando che praticamente tutto ciò che il Cile consuma è importato. A ciò si aggiunge l’aumento del dollaro sul mercato dei cambi dovuto all’esito delle elezioni.

I paesi dell’OPEC, come la Russia, non hanno aumentato la loro offerta di petrolio per mantenere alti i prezzi. Inoltre, nella sfera finanziaria, i grandi problemi di salvataggio capitalista e i bassi tassi di interesse, tra gli altri fattori, hanno portato gli investitori a cercare attività più rischiose, tra cui materie prime come il petrolio. Si prevede che nelle prime settimane di luglio il prezzo si aggirerà intorno ai 1.000 pesos nelle stazioni di servizio. Il blocco governativo ha presentato una mozione che mira a dimezzare la tassa specifica sulla benzina per tutta la durata dell’emergenza sanitaria. Va ricordato che questa tassa, che doveva essere anche “transitoria”, è stata istituita durante la dittatura ai fini della ricostruzione dopo il terremoto del 1985, non avendo tassato la grande industria come quella del rame, e che invece è in uso da 35 anni. La sua ammissibilità è stata approvata la scorsa settimana e inizierà il suo iter legislativo nella commissione finanziaria dei deputati.

Con la ripresa dell’economia capitalista mondiale, i prezzi delle materie prime continueranno a salire, con un impatto sull’aumento dell’inflazione e sulla svalutazione dei salari. Per attutire questo impatto nei portafogli delle famiglie operaie, la sinistra parlamentare, dal canto suo, si limita a proporre aggiustamenti di facciata come la fissazione dei prezzi – una misura criticata in Argentina che viene applicata a un numero ridotto di prodotti del paniere familiare e provoca la carenza di prodotti nei supermercati al fine di posizionare determinati marchi al di fuori dei “prezzi ufficiali”.

Dinanzi a questo scenario, è essenziale che tutti i lavoratori discutono, si raggruppino e si organizzino attorno a un programma. La situazione politica propone di creare e moltiplicare sindacati e comitati di lotta, l’elezione di delegati eletti con voto nelle assemblee al fine di discutere un salario minimo indicizzato all’inflazione in tutti i posti di lavoro, per affrontare i processi di contrattazione collettiva e preparare lo sciopero generale armato con un programma che contempli la reindustrializzazione del Paese attraverso l’esproprio senza indennizzo della grande industria del rame e della grande finanza, sotto il controllo dei lavoratori; l’aumento del bilancio generale per la sanità, l’istruzione e l’alloggio; l’occupazione per tutti i lavoratori e la fine del subappalto, la fine di licenziamenti, tagli e sospensioni; l’immediata reintegrazione di tutti i lavoratori licenziati; il non ritorno alle lezioni in presenza, le quarantene efficaci garantite dallo Stato, unitamente al riconoscimento delle mansioni insalubri con orario ridotto a parità di salario; un sistema pensionistico statale con contributo esclusivo del datore di lavoro per garantire il livello del paniere familiare, sotto il controllo dei lavoratori e dei pensionati; il controllo operaio dei prezzi e l’apertura dei libri contabili delle grandi catene, e tutte le richieste più urgenti. 

Le combattive centrali sindacali, insieme al programma operaio e socialista di tutti i settori in lotta, devono prendere in mano la prospettiva di convocare un Congresso di base del movimento operaio mediante l’assedio alla burocrazia sindacale con il perseguimento del recupero dei sindacati  sviluppando cosi una chiara rivendicazione di potere:

Sciopero generale
Via Piñera
Assemblea Costituente libera e sovrana
Per un governo operaio e socialista!

Partido Obrero Revolucionario – Cile [3]

Note

[1] La Colmed è l’ordine professionale dei medici del Cile

[2] Servicio Nacional de Menores

[3] La versione originale dell’articolo è consultabile a  http://partidoobrerorevolucionario.com/la-ultima-cuenta-de-pinera/?fbclid=IwAR1zBswNqUgpqgqL5wTjTRyIMsUx5h0DmHUf1zos24xkxsv2a9RoZsfnb7M

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