Oggi a Piacenza, come nei giorni scorsi in ogni città, risposta operaia contro la repressione alla TNT-FedEx e alla Texprint!

Il mandante è il padronato!

Arafat e Carlo liberi subito e via subito i provvedimenti restrittivi e disciplinari nei confronti dei lavoratori in lotta!

È stata dura la risposta repressiva dello Stato nei confronti di due importanti focolai di lotta della classe operaia, la fabbrica di stampaggio tessile Texprint di Prato e i magazzini della piattaforma logistica TNT-FedEx di Piacenza. Uno Stato che ovviamente agisce per conto dei padroni sfruttatori!

Sgombero del presidio dei lavoratori Texprint di Prato

Alla Texprint le forze dell’ordine sono ripetutamente intervenute contro il presidio dei lavoratori in sciopero permanente da due mesi per le disumane condizioni di lavoro di quella fabbrica, in pratica 12 ore giornaliere per 7 giorni la settimana. A quei lavoratori e quelle lavoratrici che altro non chiedono se non il rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro, chi dovrebbe tutelare le stesse leggi dello Stato borghese (a tal proposito, è importante rilevare che il famoso “ispettorato del lavoro” ha verificato un uso di manodopera “in nero” anche durante il corso dello sciopero) ha risposto con un attacco violento che ha mandato al pronto soccorso due operai in condizioni gravi (uno ha perso coscienza), oltre a causare diversi altri feriti.

Gravissimo poi quanto accaduto alla FedEx-TNT di Piacenza dove la polizia ha svolto perquisizioni nelle abitazioni di 21 lavoratori (con sequestro di pc e telefoni), ha applicato 4 misure di prevenzione dell’avviso orale, avviato 6 procedimenti per revoca del permesso di soggiorno e 5 divieti di dimora in città, notificato sanzioni per un totale di 13.200 euro per violazioni della normativa anti Covid-19, e infine posto agli arresti domiciliari due coordinatori del sindacato Si Cobas (Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini) con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e lesione personale aggravata (in riferimento agli scontri seguiti all’intervento della celere il 1 febbraio ai cancelli picchettati). Il Si Cobas ha infatti guidato la coraggiosa mobilitazione che tra gennaio e febbraio ha visto due settimane di sciopero con picchetti davanti ai cancelli dell’impianto piacentino per garantire con la lotta i livelli occupazionali della piattaforma di Piacenza di FedEx-TNT, in fase di “riorganizzazione” e “ristrutturazione”.

Indicativo è il fatto che nella conferenza stampa seguita all’operazione si è sottolineato come a testimonianza delle “cordiali relazioni sindacali” in TNT ci sia l’ottimo dialogo con la CISL. È quello il sindacato che piace ai padroni, quello completamente a loro asservito!

Al contrario, quella che è invece la giusta risposta operaia non si è fatta attendere, con azioni di solidarietà (di seguito una carrellata di alcune immagini) che si sono susseguite per tutta la settimana in diverse città (come Napoli, Roma, Genova, Perugia, ecc.) e luoghi di lavoro (TNT, Ceva, DHL, GLS, SDA, Bartolini, Fercam, per quanto riguarda le realtà del settore logistico, ma anche FCA-Stellantis a Cassino, Melfi, Mirafiori, Pomigliano, Termoli, come la Fincantieri di Marghera), spesso organizzate anche da altre realtà sindacali in solidarietà al SI Cobas.

Uno stato di agitazione che vivrà oggi pomeriggio un’importante momento di mobilitazione operaia con la manifestazione di Piacenza in solidarietà ai lavoratori colpiti, per cui invitiamo alla massima partecipazione. Così come saremo al fianco di qualsiasi iniziativa che seguirà, per il ritiro di ogni provvedimento restrittivo e disciplinare contro questi lavoratori e per la continuazione di uno stato agitazione che diventi permanente… contro il padronato, il governo dei banchieri e la pacificazione sociale di Landini!

LE LOTTE OPERAIE NON SI PROCESSANO!

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