Ad ottanta anni dall’assassinio di Trotsky: La memoria e l’eredità storico politica del rivoluzionario russo nella gioventù comunista.

In occasione dell’80° anniversario dalla morte di uno dei principali leader della Rivoluzione d’Ottobre, dell’Armata Rossa e del movimento comunista internazionale, Lev Trotsky, Prospettiva Operaia è lieta di onorare la memoria del rivoluzionario russo attraverso la presentazione di un testo inedito, conservato nella Biblioteca di Harvard all’interno del fondo d’archivio di Trotsky[1], sui metodi autoritari e fascisti messi in atto dalla burocrazia stalinista all’interno dell’Unione della gioventù comunista russa, meglio nota come Komsomol.

L’assenza di una democrazia interna al partito, ovvero di un dibattitto serio sulle principali questioni politiche, nazionali ed internazionali, costituì uno dei tratti fondamentali e distintivi della battaglia dell’Opposizione di Sinistra, capeggiata da Trotsky e molti altri, contro i metodi meschini, infami e repressivi adoperati dall’apparato staliniano. Il 1927 (anno di stesura della lettera che si presenta) segnò un passo ulteriore verso l’annientamento prima politico (sanzioni, espulsioni, ecc.) e poi fisico (deportazioni e fucilazioni nei gulag) dei militanti della vecchia guardia bolscevica e delle giovani leve, tra le quali l’Opposizione ebbe un gran seguito.

Non a caso la burocratizzazione del partito non risparmiò l’organizzazione giovanile che negli anni Venti subì dapprima un rigido controllo del Politburo sul Comitato Centrale del Komsomol, poi la degenerazione si trasformò nella lotta contro il “trotskismo” ed infine la burocrazia si adoperò per denunciare ed espellere tutti i membri che solidarizzarono con le tesi dell’Opposizione. Migliaia di membri dell’Opposizione del Komsomol di Mosca, Leningrado, Krasnodar, dalle regioni del Donbass, degli Urali, dell’Ucraina, dell’Azerbaijan, ecc… non sopravvissero alle purghe degli anni Trenta.

Nella storia del movimento comunista la gioventù ha sempre assunto un ruolo importante come termometro politico per la valutazione dello stato di buona salute di un’organizzazione rivoluzionaria. Il senso delle aspirazioni giovanili e della spinta energica e vibrante nella lotta contro la burocrazia e per un mondo migliore e libero da oppressori, vennero ben espresse nelle parole di Pietro Tresso, noto militante trotskista italiano, ammazzato dagli stalinisti francesi nel Maquis:

«È proprio perché siamo rimasti giovani che ci troviamo praticamente al di fuori delle diverse “chiese”. Le stesse aspirazioni morali che ci hanno spinto, fin dalla giovinezza, all’interno di un partito, ce ne hanno spinto fuori quando si sono trovate in disaccordo con quelle che vengono definite necessità pratiche. Se fossimo invecchiati, avremmo ascoltato la voce dell’esperienza; saremmo diventati “saggi”, ci saremmo adattati, come molti altri, all’astuzia, alla menzogna, al sorriso ossequioso verso i vari “figli del popolo”, ecc. Ma questo ci è stato impossibile. Perché? Perché siamo rimasti giovani».

Il rischio di arretramento del livello di coscienza dei giovani comunisti, la nomina di segretari burocrati in ogni angolo del Paese, il timore di criticare una direzione infallibile (il partito ha sempre ragione!) ed infine il successivo passo verso la devozione e l’adorazione della persona di Stalin, furono elementi ben tangibili anche nell’organizzazione giovanile del partito. La rimozione e la liquidazione dei miglior quadri che contribuirono alla vittoria della Rivoluzione, segnò l’inesorabile declino delle sorti del partito e dell’URSS.

«Se un comunista crede di poter decantare il comunismo con argomenti fornitegli bell’e pronti, senza fare egli stesso un lavoro serio, notevole, senza cercare di comprendere i fatti che egli deve passare al vaglio della critica, si tratta di un comunista ben misero».

Discorso di Lenin al III Congresso del Komsomol

 

Sulla dissoluzione del Komsomol.

Lettera aperta ai membri del Partito – Komsomol.

Appartieni alla direzione ufficiale, sebbene sembri aver esitato su alcune questioni. Mi scrivi: “L’opposizione sembra avere diritti in alcune questioni, ma poiché ricorre a metodi di lotta antipartitici, come tipografie illegali, ecc. …”

Il primo aspetto che attira l’attenzione sono le tue parole secondo cui l’opposizione “apparentemente” si trova in una serie di questioni legali. Come fai a saperlo? Forse dagli articoli di Bukharin, Slepkov[2] e Maretsky[3], che distorcono sistematicamente le opinioni dell’opposizione fino alla totale irriconoscibilità? Ovviamente hai letto alcuni documenti pubblicati dall’opposizione stessa. Solo in questo modo sei riuscito a scoprire la correttezza dell’opposizione in una serie di questioni. Ma hai il diritto di accusarci di stampa “illegale”, qualora questa stampa ti offrisse l’opportunità di apprendere le opinioni dell’opposizione e di ammettere che queste opinioni siano corrette?

Qualche giorno fa ho ascoltato per caso la trasmissione di un discorso in occasione dell’incontro per l’anniversario del Komsomol di Mosca. Non mi dilungherò sui saluti ufficiali e le risposte reverenti. Non meritano un solo pensiero vivente! Il compagno Ter-Vaganyan[4] ha cercato di fare alcune osservazioni estremamente modeste e caute nel suo discorso. Indicando il gigantesco lavoro storico svolto dal Komsomol, il compagno Ter ha sottolineato l’inadeguatezza delle questioni internazionali nell’educazione della gioventù proletaria. In particolare, ha sottolineato che la Komsomolskaya Pravda[5] dedica troppo poco spazio agli argomenti internazionali. Dopo aver pronunciato queste parole hanno iniziato a interromperlo con ferocia. I tentativi del compagno Ter di proseguire sono stati accolti con feroce ostruzione. Anche dall’altoparlante si comprendeva che una piccola minoranza fosse coinvolta nel sabotaggio. La maggior parte dell’assemblea è stata semplicemente intimidita da persone che gridavano e fischiavano. Il presidente della riunione, a quanto pare, il compagno Kosarev[6], ha dichiarato in seguito che il compagno Ter era giunto nel posto sbagliato con il suo discorso e che “sarebbe dovuto andare a una riunione segreta dell’opposizione”.

Il discorso del compagno Ter è stato, come si era già detto, estremamente pacifico, amichevole, tranquillo. Le sue osservazioni critiche erano permeate da uno spirito di profondo attaccamento al Komsomol. Tuttavia, l’apparato non lo sopportava. Il compagno Kosarev ha dichiarato che solo in una riunione cospiratoria si può parlare delle carenze della Komsomolskaya Pravda, in particolare della mancanza di articoli su argomenti internazionali. Questo finto mezzo spiraglio dell’apparato racchiude una esaustiva spiegazione del perché gli oppositori sono costretti a riunirsi nelle cosiddette riunioni “clandestine”, cioè in quelle riunioni in cui fischiatori e teppisti, in generale, non disturbano il discorso con colpi, rumori, fischi e schiamazzi.

All’incontro degli attivisti di Mosca, il 26 ottobre, i fischiatori furono organizzati in modo strettamente militare sotto il comando di Spunde[7]. Quest’ultimo li ha condotti in sala sedendosi con le spalle al podio. Durante i discorsi dei compagni Kamenev e Rakovsky, i sabotatori hanno sollevato un pazzo e incessante rumore. Cos’è tutto ciò? Questo è il regime che, secondo la risoluzione del 5 dicembre 1923, spinge anche i membri del partito più coscienziosi e padroni di sé sulla strada dell’isolamento e della fazione. Se si parla seriamente di una discussione, è necessario garantire i diritti minimi dei partecipanti. È necessario richiamare all’ordine il teppismo che lancia libri, bicchieri, fischietti, campane e in generale priva i membri del Partito dell’opportunità di scambiare opinioni sulle principali questioni della rivoluzione. Secondo i partecipanti, duemila membri del partito nella Sala delle Colonne hanno fatto sforzi faticosi per ascoltare ciò che i compagni stavano dicendo. Kamenev e Rakovsky: si sono alzati, si sono portati la mano all’orecchio per ascoltare e così via. Ma i fischiatori hanno deciso con fermezza di non far ascoltare all’assemblea i discorsi dell’opposizione. Esattamente lo stesso è stato fatto con la Piattaforma. Chi ha paura del partito, cioè chi ha paura di ascoltare e comprendere, può bandire la Piattaforma o alzare le urla durante i discorsi di Kamenev e Rakovsky. Se non ci sono argomenti, devi lanciare libri e fare un rumore sfrenato. Questa è la ragione principale dell’isolamento e della faziosità. Ogni membro onesto del partito dovrebbe aiutare a isolare fascisti, fischiatori e teppisti. Questo è un fenomeno estraneo al partito proletario. Deve essere eliminato a tutti i costi. Se lo aiuti, aiuterai così l’opposizione ad abbandonare i metodi di lotta delle fazioni.

Saluti comunisti

L. TROTSKY

P.S. Allego il mio discorso al plenum congiunto con una richiesta di pubblicazione nel bollettino di discussione.

L. TROTSKY

[1] La versione digitalizzata dell’originale dattiloscritto è liberamente consultabile al seguente link https://iiif.lib.harvard.edu/manifests/view/drs:483039202$1i Per chi fosse interessato, Prospettiva Operaia possiede anche la trascrizione completa in lingua russa.

[2] Aleksandr Nikolaevich Slepkov (1899-1937), bolscevico, giornalista e redattore nel 1925 della Komsolskaya Pravda. Come sostenitore di Bukharin entrerà a far parte dell’Opposizione di destra. Subì negli anni Trenta una serie di espulsioni e rintegrazioni nel partito e seguì la triste sorte degli oppositori  Fu ucciso nel 1937 a Mosca. https://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%A1%D0%BB%D0%B5%D0%BF%D0%BA%D0%BE%D0%B2,_%D0%90%D0%BB%D0%B5%D0%BA%D1%81%D0%B0%D0%BD%D0%B4%D1%80_%D0%9D%D0%B8%D0%BA%D0%BE%D0%BB%D0%B0%D0%B5%D0%B2%D0%B8%D1%87

[3] Grigory Petrovich Maretsky (1900-1937), bolscevico, insegnante di lingua russa presso l’Istituto poligrafico di Mosca. Fu fucilato nel 1937 a Mosca https://ru.openlist.wiki/%D0%9C%D0%B0%D1%80%D0%B5%D1%86%D0%BA%D0%B8%D0%B9_%D0%93%D1%80%D0%B8%D0%B3%D0%BE%D1%80%D0%B8%D0%B9_%D0%9F%D0%B5%D1%82%D1%80%D0%BE%D0%B2%D0%B8%D1%87_(1900)

[4] Vagarshak Arutiunovich Ter-Vaganian (1893-1936) intellettuale ed uno dei preminenti leader della gioventù comunista. Partecipò attivamente alle sorti della Rivoluzione russa e lavorò come editore alla rivista “Sotto la bandiera del Marxismo”; lavorò all’Istituto Marx-Engels di Mosca e aderì all’Opposizione di Sinistra, pagando con l’esilio e la morte che avvenne dopo la farsa del primo processo di Mosca, noto come “il processo dei 16”, nell’Agosto del 1936. http://sovlit.org/vav/index.html

[5]  Quotidiano dell’Unione della gioventù leninista comunista fondato nel 1925.

[6] Alexander Vasilievich Kosarev (1903-1939), primo segretario del Comitato Centrale del Komsomol e ardente sostenitore della linea stalinista nella liquidazione delle opposizioni. Durante gli anni ’20 e ’30 assunse vari compiti nell’organizzazione giovanile e ne 1929 fu delegato al V Congresso dei Soviet di tutta l’Unione e fu eletto membro del Comitato esecutivo centrale dell’URSS. Fu arrestato e fucilato nel 1939 a Mosca dallo stesso apparato che aveva contribuito a sostenere e costruire fino alla fine.

[7] Alexander Petrovich Spunde (1892-1962), aderì nel 1909 al Partito socialdemocratico della regione lettone. Nel 1917 fu membro del Consiglio degli Urali e del Comitato degli Urali della frazione bolscevica, nonché membro dell’Assemblea costituente. Ricoprì varie cariche all’interno degli organismi statali e di partito. Nel 1938 fu espulso dal partito ma, in onore dei suoi servigi resi contro l’opposizione, miracolosamente sopravvisse alle purghe staliniane. https://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%A1%D0%BF%D1%83%D0%BD%D0%B4%D1%8D,_%D0%90%D0%BB%D0%B5%D0%BA%D1%81%D0%B0%D0%BD%D0%B4%D1%80_%D0%9F%D0%B5%D1%82%D1%80%D0%BE%D0%B2%D0%B8%D1%87

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