AL FIANCO DELLA RESISTENZA CURDA CHE LOTTA PER L’AUTODETERMINAZIONE DEL PROPRIO POPOLO CONTRO GLI OPPRESSORI REGIMI DEL CAPITALE!

Il bonapartista regime turco di Recep Tayyip Erdogan, la cui popolarità vacilla da tempo sotto i colpi infertigli dalla crisi economica che attanaglia il capitalismo turco (e mondiale), rilancia sul tavolo da gioco della geopolitica del Medioriente con operazioni militari genocide contro i curdi siriani, che si collegano strettamente con la storica condizione di oppressione dei curdi in Turchia. Si tratta degli stessi curdi siriani che il mondo intero ha ammirato per la loro eroica vittoria contro l’ISIS (sostenuto anche dalla Turchia) in quei territori. Come regalo di ringraziamento, l’occidente intero ora scarica nuovamente quel fiero popolo, lasciandolo nelle mani del boia Erdogan.

Se non ci trovassimo di fronte ad una situazione estremamente drammatica, ci sarebbe da ridere sentendo le dichiarazioni con i quali i capi di Stato chiedono ad ogni occasione al governo turco moderazione nel massacro. L’imperialismo USA, terribilmente in declino nel contesto generale della decadenza capitalista, lo scorso autunno ha ritirato (in parte) le proprie truppe da quei territori (dai quali noi pure sosteniamo la cacciata per mano delle popolazioni di tutto il Medioriente) stendendo il tappeto rosso agli scarponi dei militari turchi per l’invasione del Rojava. La storia si ripete: l’imperialismo yankee non ha mai motivazioni umanitarie quando decide di intervenire in qualsiasi scenario mondiale, non lo fa mai in sostegno di quei popoli ma piuttosto dei propri interessi politici ed economici. L’amministrazione statunitense è il primo soggetto interessato ad impedire che in Medioriente i curdi possano difendersi dai genocidi e raggiungere l’autodeterminazione.

È necessario mettere in campo tutta la solidarietà proletaria rivoluzionaria internazionale contro le azioni criminali di questi boia del capitalismo! Occorre mobilitare non solo il proletariato mediorientale, che vive oggi una nuova primavera con le rivolte popolari in Libano, Iraq, Iran (senza dimenticare le situazioni esplosive di Palestina e Yemen), ma anche quello europeo e degli altri Paesi nel mondo in difesa della resistenza curda attraverso una lotta comune che ponga al centro la complicità dei rispettivi governi occidentali con i regimi oppressori di quel popolo (non solo quello turco), e anche con una dirigenza politica della borghesia curda corrotta e benevola verso USA e Israele.

E come Prospettiva Operaia rivendichiamo:

  • Il pieno appoggio alla resistenza curda, in Siria come in Turchia, senza dimenticare i Curdi di Iraq e Iran, per il diritto all’autodeterminazione del popolo curdo;

  • La cacciata degli imperialismi occidentali e della Nato dai territori curdi e da tutto il Medioriente;

  • La lotta per una Federazione socialista di liberi popoli, a partire da quello curdo e palestinese, nel quadro di una federazione delle Repubbliche Socialiste del Medio-Oriente e del Nord-Africa.

 

Prospettiva Operaia

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